LA MANDRAGOLA
commedia di Niccolò Machiavelli
       
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personaggi
interpreti  
                 
 
PROLOGO
CALLIMACO
SIRO
NICIA
LIGURIO
SOSTRATA
FRA' TIMOTEO
UNA DONNA
LUCREZIA
 
Luigi Antonio Mazzoni
Stefano Pelliconi
Oscar Graziani
Francesco Bolognesi
Alessandro Lucchesi
Rita Gallegati
Daniele Porisini
Rita Sandrini
Beatrice Leonardi
     
 
   
scene: Pier Lodovico Massari
costumi: a cura della Compagnia
trucco: Vittorio Ragazzini
   
 
Franco Bolognesi, Stefano Pelliconi, Oscar Graziani
     
Rita Gallegati, Beatrice Leonardi, Daniele Porisini
 
   
                         
musiche di scena composte
dal
M° Aurelio Samorì
Si ringrazia per la collaborazione:
la Scuola Comunale di Musica
"Giuseppe Sarti" di Faenza
 
regia: Luigi Antonio Mazzoni
 
Francesco Guicciadini è a Faenza, "Presidente della Romagna" nel 1525 e invita il Machiavelli a lavorare per una rappresentazione della "Mandragola", nella nostra città, per il Carnevale del 1526. I due si scambiano varie lettere e, proprio in vista di questa rappresentazione di Faenza, Machiavelli scrive appositamente le canzoni che avrebbero dovuto essere cantate da Barbera Salutati con un complesso di musici fiorentini, mentre la commedia avrebbe dovuto essere rappresentata da attori dilettanti faentini. Non risulta, poi, che la commedia sia stata effettivamente rappresentata nella nostra città anche per la subita partenza del Guicciardini stesso.
Noi della Berton, attori non professionisti di Faenza la allestiamo e la rappresentiamo a Faenza dopo 476 anni.
 
   
 
 

Firenze, post 21 ottobre 1525

Niccolò Machiavelli a messer Francesco Guicciardini.

Signor Presidente. (...)

Facciamo una volta un lieto carnesciale, et ordinate alla Bàrbera uno alloggiamento tra quelli frati, che, se non inpazzano, io non ne voglio danaio, et raccomandatemi alla Maliscotta, (cortigiana n.d.r.) et avvisate a che porto è la commedia, et quando disegnate farla. (.) Valete.

Niccolò Machiavelli historico, comico et tragico

 
   
 
                                 
   
 
           
                   
   

Faenza, 26 dicembre 1525

Spectabili viro Niccolao de Machiavellis uti fratri honorando.Florentiae. Niccolò honorando.
Io comincerò a rispondervi dalla commedia, perché non mi pare delle meno inportanti cose che noi habbiamo alle mani, et almanco è pratica che è in potestà nostra, in modo non si gitta via il tempo a pensarvi, et la recreatione è più necessaria che mai in tante turbulentie. Io intendo che chi ha a recitare è a ordine; pure gli vedrò fra pochi dì, et perché non si accordano allo argumento (prologo n.d.r) , quale non intenderebbono, ne hanno fatto un altro, quale non ho visto, ma lo vedrò presto; et perché desidero non sia con l'accqua fredda, non credo possiate errare a ordinarne uno altro conforme al poco ingegno delli auditori, et nel quale siano più presto dipinti loro che voi.
Disegno si faccia pochi dì avanti il carnovale, et la ragione vorrebbe che la venuta vostra fosse innanzi alla fine di gennaio, con animo di stare qui insino a quaresima, et gli alloggiamenti per la baronia saranno in ordine; ma, di grazia, avvisate la resolutione vostra, et serio, perché queste non sono cose da negligere; et io in verità non sarei entrato in questa novella, se non havessi presupposto al certo la venuta vostra. (.)

Faventie, die 26 decembris 1525
Vester Francesco Guicciardini